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giovedì 1 agosto 2013

MOMENTI DI STORIA ANTICA

UN NUOVO SAGGIO DI DANILO CARUSO


Dall’introduzione dell’autore

Simone Weil reclamava il diritto alla bellezza per tutti, consistente nella consapevolezza di far parte di un genere di viventi il quale ha prodotto grazie al suo intelletto considerevoli elaborati di contro agli altri esseri non intelligenti del creato. La scienza medica ha dimostrato come determinati geni che presiedono allo sviluppo intellettivo, dopo l’infanzia e l’adolescenza, perdano la loro carica potenziale nel caso in cui non vengano messi in moto. Cosicché quell’adulto non curato sarebbe disgraziatamente svantaggiato rispetto a un suo simile evolutosi in maniera intellettuale più raffinata. L’esistenza della gente comune è purtroppo per gran parte una forma di vita prossima all’animale: mangiare, riprodursi, divertirsi (quel divertissement di cui parlava Pascal) non realizzano la natura umana.
Distingue l’uomo ciò che scaturisce dalla sottrazione dei suoi lati bestiali. Certe modalità occupano e controllano gli spazi temporali umani, causando il mancato raggiungimento di quella bellezza: occupare gli uomini nel lavoro è nel contempo strumento di creazione della ricchezza, ma si potrebbe lavorare meno pro capite e lavorare tutti senza spirito competitivo in un sistema che dia a ciascuno sul piano dell’uguaglianza in relazione ai suoi bisogni e sul piano della libertà in relazione ai suoi meriti. Pertanto il fine a cui tendere per ottenere una felicità terrena è quello di liberare quanto più tempo a vantaggio di ogni essere umano, da spendere nella coltivazione della sua particolare essenza. Invadere le vite di tutti con elementi mediatici condizionanti rappresenta il momento finale dell’occupazione esistenziale. Portare la gente lontano dalla realtà serve alla conservazione di questo impianto: è chiaro che gente poco istruita e poco riflessiva non sarà in grado di migliorare le cose. Gli stessi mezzi tecnologici oggi usati sono il frutto di ricerca di pochissimi (posti davanti a tutto il resto dell’umanità).
Solo l’ingegno di alcuni ha fatto progredire la società. Tuttavia ignoranti filosofie concorrono d’altro canto a demonizzare la scienza e il sapere. Queste forme palliative mascherano il disagio nei confronti dell’ignoto. La teologia cattolica ci dice in soccorso che Dio, prima di essere amore nella spirazione ipostatica della terza persona della Trinità, è conoscenza: la seconda persona, il Verbo (Logos), nella prima processione ipostatica è generata da un atto conoscitivo. L’uomo creato «a sua somiglianza» è dunque in primis un soggetto vocato ad acquisire la coscienza della nobiltà intellettiva del suo genere e di conseguenza ad amarlo. Lo studio attua in parte lo specifico della natura umana: se non ci fossero medici, ad esempio, le persone morirebbero più facilmente; se non ci fossero studiosi si piomberebbe nella barbarie più disordinata ignorando persino il passato da cui si ha da imparare. 


http://www.scribd.com/doc/157400298/Momenti-di-storia-antica