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mercoledì 28 dicembre 2016

DUE SAGGI DEDICATI A SYLVIA PLATH

di DANILO CARUSO

“Sylvia Plath e l’utopia dell’essere”1 e “Sulla poesia di Sylvia Plath”2 sono due miei lavori critici sopra la poetica e la personalità della grandissima scrittrice americana.
Costruiti su un progetto analitico di matrice junghiana (che rigetta alternative vie d’esame d’ispirazione freudiana e gravesiana); mirato a restituire alla poetessa di Boston la sua autenticità interiore ed espressiva, dove l’archetipo della Grande Madre, la dialettica “anima/animus”, il “processo d’individuazione” e il concetto di “ombra” giocano ruoli centrali. La “luna plathiana” ad esempio è un simbolo archetipico che non va impastato col concetto di “Dea bianca”; e più in generale la produzione della musa di Boston è non frutto di nevrosi, ma il contrario (ossia via e strumento di elaborazione e soluzione del di lei disagio).
La cornice filosofica dei saggi consente inoltre di indagare il rapporto onto-letterario tra l’Io della poetessa e il resto della realtà (diviso dal dualismo “fenomenico/metempirico”).